Da Venezia a Pompei: il viaggio sensoriale di Artemest che ha incantato il pubblico del Fuorisalone

Da una delle edizioni più suggestive della Design Week milanese,  c’è un’immagine che rimarrà impressa nella memoria collettiva di questa primavera 2026, è senza dubbio la penombra colta e teatrale di Palazzo Donizetti. L’Appartamento by Artemest ha chiuso le sue porte, confermandosi non solo come un percorso espositivo, ma come un vero manifesto dell’alto artigianato italiano che sa parlare il linguaggio del mondo

Quest’anno il tema era l’Italian Grandeur. Non una celebrazione nostalgica, ma un viaggio immersivo che ha trasformato le sale ottocentesche del palazzo in un Grand Tour contemporaneo, dove cinque studi internazionali hanno reinterpretato l’essenza delle nostre città più iconiche attraverso i tesori manifatturieri presenti sulla piattaforma.

The Grand Salon

Un Viaggio tra le Stanze della Memoria

Il percorso si è aperto con il vestibolo di Sasha Adler Design, che ha saputo evocare la magia di un cortile veneziano. Al centro, un albero scultoreo in metallo ha accolto i visitatori in uno spazio dove il confine tra esterno e interno svaniva tra murales originali e vetri di Murano, trasformando un luogo di passaggio in un salotto di contemplazione.

Spostandoci verso sud, abbiamo ammirato la teatralità di Napoli nella sala da pranzo curata dal Rockwell Group. Incastonata nella magnifica stanza ovale del palazzo, l’installazione ha celebrato il rito del convivio con sedute scultoree e marmi caldi, in un gioco di contrasti tra l’energia vulcanica della città e il rigore architettonico.

La “Grandeur” romana è stata invece protagonista nel salone firmato da MAWD. Qui, un uso sapiente del chiaroscuro e tonalità di rossi profondi hanno restituito la densità storica della Capitale, con lampadari scenografici e velluti che hanno trasformato lo spazio in un palcoscenico di pura eleganza.

The Entertainment Salon

L’Incanto di Palermo e Firenze

Uno dei momenti più emozionanti è stato perdersi nei “salotti dei divertimenti” di Charlap Hyman & Herrero. Ispirandosi alle atmosfere del film Il Gattopardo, lo studio ha ricreato l’opulenza decadente e affascinante di Palazzo Valguarnera-Gangi a Palermo, dove la luce calda e i tessuti preziosi avvolgevano gli ospiti in un abbraccio senza tempo.

Infine, l’alcova di Urjowan Alsharif Interiors ha reso omaggio a Firenze. Un letto a baldacchino in ferro battuto e dettagli in cuoio pregiato hanno raccontato la cultura del “fare” fiorentina, creando un rifugio intimo sospeso tra la città d’arte e la campagna toscana.

The Grand Salon

Il Giardino Silenzioso

L’edizione 2026 ha segnato anche il debutto degli spazi esterni. Il giardino di Palazzo Donizetti è stato interpretato come una Pompei evocata, non ricostruita: legno bruciato, rame, ottone e marmo hanno dialogato con il verde in un linguaggio di “quieta intensità”.

I Protagonisti dell’Eccellenza

Oltre ai designer, il vero applauso va alla costellazione di artigiani e brand che hanno reso possibile questa visione, da Rubelli, che ha firmato tutti i tendaggi, a nomi come Cimento, Draga & Aurel, Ginori 1735 e Nason Moretti.

Artemest, guidata da Marco Credendino e Ippolita Rostagno, ha dimostrato ancora una volta che il design non è solo possesso di oggetti, ma narrazione di una storia millenaria che continua a evolversi. Ce ne andiamo da Palazzo Donizetti con una certezza: l’artigianato italiano è la forma più alta di gioiello per l’abitare.

 

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